Vieste, il borgo arroccato sul mare del Gargano

Se il Gargano fosse una donna, Vieste sarebbe il suo sorriso. È un'immagine perfetta di come gli uomini medievali capivano la bellezza e la sicurezza insieme. Un promontorio di pietra bianca che esce dal mare come una tigre che si protegge col proprio corpo. Su quel promontorio, un borgo strapiombo, case bianche appiccicate le une alle altre, vie che non sono larghe neanche per una persona sola. È a un'ora di macchina da Manfredonia, ed è uno di quei posti che vi cambia il modo di guardare il mare per sempre.

Il Pizzomunno e la leggenda

La prima cosa che vi colpirà arrivando a Vieste è il Pizzomunno, una guglia bianca di calcare che si alza dal mare come una torre di strega. È alto sessanta metri ed è rimasto lì per milioni di anni, testimone silenzioso di naufragi, di barche a vela, di cambiamenti di civiltà. I pescatori locali non mi dicono il nome del monolito per caso: pizzomunno significa "pinnacolo elevato" in dialetto, e questo è tutto quello che serve sapere. Se siete fortunati al tramonto, vedrete i gabbiani che sfiorano la guglia in volo. Se siete sfortunati e il mare è agitato, il Pizzomunno apparirà ancora più drammatico, ancora più isolato. C'è una leggenda che dice che un pescatore si innamorò di una figlia di un re saraceno, e quando il padre lo scoprì, la trasformò in schiuma di mare e il pescatore si trasformò in pietra per l'eternità, immobile sulla riva. Non importa se è vera la leggenda. Quello che importa è che ogni volta che guardate il Pizzomunno, capite che il Gargano è un posto dove la geologia incontra la mitologia.

Le grotte accessibili in barca

Le scogliere del Gargano

La costa intorno a Vieste è bucherellata di grotte marine. Alcune si vedono anche da terra, altre sono accessibili solo in barca. La Grotta del Tesoro, la Grotta dei Sassi Neri, la Grotta di Santa Croce: queste non sono nomi inventati, sono nomi che gli abitanti hanno dato basandosi su secoli di osservazione. Una volta dentro una grotta marina, quando le onde entrano e escono, e la luce entra da fessure nel tetto, capite come gli antichi avevano paura del mare. Era paura della bellezza straordinaria, non della sua pericolosità. Chiedete al vostro albergo di mettervi in contatto con un pescatore che fa il giro delle grotte: il costo è ragionevole, e vedrete la costa da un angolo che non potete raggiungere a piedi.

I caruggi e il labirinto bianco

Dentro Vieste, lasciate la macchina al parcheggio all'entrata. I caruggi (le vie strette) non sono fatte per le auto. Sono fatte per le persone, per gli asini, per il silenzio, per lo spionaggio dal balcone della nonna al balcone di fronte. Camminate senza meta. Salite le scale quando vedete scale, scendete quando vedete discese. Passate davanti a case bianche che hanno piccole finestre, porte blu scuro, vasi di basilico sui balconi. Vedrete i panni stesi come bandiere di pace tra le case. Vedrete i gatti che dormono sui gradini. Vedrete una Vieste che non è cambiata negli ultimi cinquecento anni, eccetto che adesso ci sono i cavi elettrici e la gente ha i telefonini.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Quando vi perdete tra i caruggi (e vi perderete), avrete come punto di riferimento il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta. È una chiesa normanna, costruita intorno al 1100, e ha visto attacchi pirateschi, cambiamenti di proprietà, secoli di devozione locale. Le mura sono di pietra locale, leggermente dorata al tramonto. Dentro, troverete pochi turisti perché la maggior parte arriva e riparte senza salire fino al centro storico. Sedetevi sui gradini della cattedrale al pomeriggio, quando il sole illumina le pietre da una certa angolazione, e capite che non tutti i posti sacri lo sono perché qualcuno ha deciso che dovevano esserlo. Alcuni lo sono semplicemente perché la luce lo dice.

Le spiagge intorno a Vieste

Se venite per il mare, le spiagge migliori sono la Spiaggia del Castello (la più vicina al centro), la Cala San Felice (piccola, selvaggia, raggiungibile a piedi dalla spiaggia principale in dieci minuti), e Baia delle Zagare (a nord, raggiungibile in macchina, un'insenatura protetta dal vento). A giugno e settembre sono ancora pulite dal turismo di massa. A luglio e agosto divengono impossibili, ma anche allora se scendete prima delle nove del mattino o dopo le cinque del pomeriggio, troverete solitudine. L'acqua a Vieste è più fredda che a Manfredonia, ma è anche più trasparente. La visibilità sott'acqua è buona, e se snorkellate, vedrete scogliere sottomarine e pesci che non vi aspettavate di trovare così vicino a riva.

Quando andare a Vieste e come tornare a Manfredonia

Il viaggio da Manfredonia a Vieste non è lungo in chilometri, ma è lungo in tempo perché la strada è curvilinea e bella, e fretta sarebbe un crimine. Partite di buon mattino, non arrivate subito, fermatevi per strada. Se volete un suggerimento: partite da Casa e Bottega verso le otto, prendete la colazione sulla strada, arrivate a Vieste verso le dieci. Restate fino al tramonto. Tornate a Manfredonia sotto le stelle. Se non vi sentite di guidare di notte, dormite una notte a Vieste. Ma noi di Casa e Bottega consigliamo il ritorno notturno: la strada costiera del Gargano al buio, con il mare che voi non vedete ma sentite, è un'esperienza che non dimenticherete mai.

Vi aspettiamo a Casa e Bottega.

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