A venti minuti di auto da Casa e Bottega, arrampicato su una collina come un nido di aquila, c'è Monte Sant'Angelo. Uno di quei posti che vi trasforma il modo di stare nel mondo. Non è solo un borgo. È una stratificazione di storia, fede, pietra bianca e voci sussurrate nei caruggi. È anche il luogo dove la spiritualità e il profano si abbracciano in modo perfetto, come solo il Meridione sa fare.
Il Santuario di San Michele Arcangelo
Nel 490 d.C., un principe longobardo ebbe una visione. L'arcangelo Michele gli apparve e lo guidò verso una grotta nel Monte Gargano. Da quel momento, il Santuario di San Michele Arcangelo divenne uno dei tre principali luoghi di pellegrinaggio del cristianesimo medievale, insieme a Santiago de Compostela e Gerusalemme. Ci potete ancora discendere nella grotta, nei medesimi scalini che hanno percorso migliaia di pellegrini nei secoli. La pietra fredda, la luce che filtra dall'alto, l'altare nella roccia: è un'esperienza che non richiede di credere in Dio per sentire qualcosa di grande.
Le stradine bianche e i caruggi senza fine
Una volta usciti dal Santuario, vi troverete dentro il borgo vero. Strade strette, bianche di calce, che sembrano non finire mai. I caruggi sono così stretti che due persone faticano a passarsi. Le facciate delle case sono dipinte a calce fresca, le finestre sono minuscole. È un labirinto bellissimo, e vi consigliamo di perdervi intenzionalmente, di girare senza mappa, di scendere dove l'istinto vi porta.
Il Castello e la vista del Gargano intero
In cima al borgo c'è il Castello Normanno-Svevo. Dalle sue mura, potete vedere quasi tutto il Gargano: il mare verso Vieste a nord, la costa verso Mattinata a sud, la Foresta Umbra verso l'interno. È uno di quei momenti in cui capite l'importanza strategica di questi luoghi nel Medioevo.
I sapori di Monte Sant'Angelo
I panzerotti di Monte Sant'Angelo non sono come quelli fritti al lungomare delle spiagge turistiche. Sono ripieni di carne macinata e ragù, fritti in olio bollente, croccanti fuori e morbidi dentro. Per la cena, cercate una trattoria: orecchiette con le cime di rapa, stracchella fresca con taralli croccanti, polpo alla pignata.
Monte Sant'Angelo tra pellegrinaggio e turismo
Una cosa che vi colpirà è il mix di pellegrini autentici e turisti da selfie. Alcuni arrivano per fede vera. Altri arrivano per la foto con la vista. Entrambi contribuiscono al fascino del luogo: è un equilibrio precario e bellissimo tra il profano e il sacro, tra la spiritualità e il commercio. È il Meridione autentico, tutto insieme.